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Le nuove frontiere dell'intelligenza naturalistica

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Le nuove frontiere dell'intelligenza naturalistica

Le nuove frontiere dell'intelligenza naturalistica

Che cos'è l'intelligenza naturalistica?

L'intelligenza naturalistica è la capacità di riconoscere e classificare gli elementi dell'ambiente naturale.

Fu così definita da Howard Gardner, negli anni 80 del secolo scorso, all'interno della teoria delle intelligenze multiple.

Perché si parla di "intelligenze multiple?"

Questa nuova teoria si inserisce in un filone di ricerche, in campo psicologico, che mette in discussione la teoria monofattoriale dell'intelligenza considerandola un'unica abilità generale, quantificabile  nell'indice QI in merito a prestazioni di carattere prevalentemente linguistico e logico-matematico. 

L'abuso dei test improntato su questa concezione dell'intelligenza, ampiamente selettiva, portò gli studiosi ad elaborare nuove e più articolate teorie  in una direzione che scompone l'intelligenza umana in "fattori", corrispondenti a distinte abilità. 

Nove tipi di intelligenza

Particolarmente affascinante risulta la teoria delle intelligenze multiple di Gardner. Essa assume, sulla base degli studi neurofisiologici, riguardanti il cervello, che esistono diverse forme di intelligenza, determinate ciascuna da una diversa base biologica e da differenze psicologiche, relative al tipo di stimoli che il soggetto riceve ed elabora, nel corso della sua vita.

Così Gardner ha elaborato 8 tipi di intelligenza: linguistica, logico-matematica, spaziale e visiva, corporeo - cinestetica, musicale, sociale o interpersonale, introspettiva e naturalistica.

La nona intelligenza è quella spirituale, collegata alla capacità di cogliere il profondo significato della vita e della realtà.

Ognuno di noi ha quindi sviluppata una o più intelligenze, secondo una sua naturale propensione e in virtù delle proprie esperienze.

Che cosa implica l'intelligenza naturalistica?

Partiamo dal presupposto che tale tipo di intelligenza si sviluppa sin dall'infanzia: i bambini sono molto interessati al mondo della natura, chiedono spiegazioni di tutto ciò che li circonda, fanno raccolte, collezioni, classificazioni e notano somiglianze e differenze tra i fenomeni. 

Vivere a stretto contatto con la natura consente loro di sviluppare un approccio scientifico alla realtà che parte dall'osservazione diretta attraverso la sollecitazione dei canali sensoriali. 

Correre, giocare, esplorare l'ambiente naturale, insieme ad attività più strutturate che la scuola può e deve offrire, come coltivare un piccolo orto, costruire con oggetti naturali o il semplice manipolare terra, sabbia, foglie e rocce, costituiscono, ancora, un forte incentivo alla motivazione all'apprendere.

La scuola deve farsi promotrice di iniziative "green" che aprano le porte al territorio con l'intento non solo di concorrere alla formazione delle più svariate professionalità legate all'ambiente (biologi, astronomi, botanici, giardinieri, allevatori, fioristi, agricoltori, geologi, zoologi ecc.), ma anche di promuovere nelle nuove generazioni una maggiore attenzione e sensibilità ai temi dell'ecologia. 

Conclusioni

Sviluppare l'intelligenza naturalistica, sin dall'età prescolare, favorisce il diffondersi di buone pratiche appannaggio della tutela ambientale ed il consolidarsi delle stesse nei comportamenti della vita quotidiana di ognuno di noi. 

Si sostanzia della "didattica del fare" che vanta una lunga tradizione pedagogica, italiana e internazionale, e trova la sua piena espressione nella progettazione e nella realizzazione di interventi multidisciplinari, soprattutto grazie alle interconnessioni tra le diverse materie, valorizzate dai compiti di realtà.

Prevede che gli studenti collaborino tra loro, creando  percorsi condivisi, dove l'individualismo lascia spazio alla cooperazione, mettendo in luce gli aspetti relazionali dell'apprendimento che tanto peso hanno nella formazione dei giovani. 

Consente, infine, alle professionalità e alle istituzioni di creare " rete", con la realizzazione di iniziative ad hoc, affinché ognuno di noi si senta coinvolto in prima persona nel processo di cambiamento che gradualmente, ma prepotentemente, sta investendo la nostra stessa società.

"È intelligente non chi legge miriadi di libri ma chi sa leggere dentro alle situazioni di ogni giorno" Stefano Benni

 


Dott.ssa Antonella Buonerba

Docente di Teoria e Tecniche della Comunicazione e Relazione

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Dott.ssa Antonella Buonerba Psicologa, Psicoanalista, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane
Salerno (SA) - Potenza - Napoli

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Iscritta all’Ordine degli psicologi della Campania n. 2635/A dal 25 maggio 2006
Laurea in Psicologia (indirizzo Psicologia clinica e di comunità)

 

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