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In che modo ti relazioni con gli altri?

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In che modo ti relazioni con gli altri?

Nelle comunicazioni riveste una notevole importanza la qualità della relazione tra gli interlocutori. Fra due individui si instaura una buona comunicazione solo se i soggetti coinvolti godono di un'alta considerazione di sé stessi e si stimano reciprocamente.

In che modo ti relazioni con gli altri?

Se l'emittente non ha sufficiente stima di sé e nemmeno del ricevente, allora si verificherà  l'impossibilità del dialogo a causa della mancanza di fiducia reciproca.

Le comunicazioni saranno manipolatorie improntate alla diffidenza e alla dissimulazione delle reali intenzioni.

Se l'emittente gode di buona autostima e di alta considerazione nei confronti dell'interlocutore la comunicazione sarà costruttiva e fluida e si svolgerà in un clima sereno e di fiducia reciproca.

In questo caso lo scambio sara' efficace e assertivo.

Lo stile passivo: la fuga

Questo stile comunicativo viene messo in atto da persone con un basso livello di autostima e un'alta considerazione delle capacità altrui.

Questa modalità di comunicazione definita da Lynk e Kordis lo "stile carpa" è caratterizzata da individui che vagamente escono allo scoperto, dichiarando apertamente i propri bisogni: preferiscono fingere e dissimulare le proprie esigenze. Si tratta di una comunicazione remissiva o di fuga improntata su di una modalità di interagire rinunciataria in cui le persone si autoescludono da qualsiasi tipo di organizzazione sociale. Esse sono caratterizzate pertanto dal l'inattività considerando il lavoro senza interesse trascurandolo e portandolo a termine per riempire al meglio le loro vuote giornate. Inoltre queste persone sono sempre agitate e passano da un compito all'altro in modo inconcludente, sono incapaci della minima iniziativa e si accontentano di realizzare punto per punto tutto ciò che è richiesto. Inoltre sono soggette a malattie psicosomatiche (ulcere, problemi di schiena, stati depressivi) a causa della tendenza a farsi del male.

Lo stile remissivo limita ogni forma di comunicazione e chi lo ha assunto rifiuta ogni tipo di soddisfazione e di piacere.

Lo stile aggressivo: l'autoritarismo

Coloro che adottano lo stile aggressivo sono definiti da Lynch e Kordis " gli squali ".

Costoro adottano un'alta stima di sé e una bassa considerazione degli altri. Lo stile aggressivo produce comunicazioni ostili, dove il parere altrui non è minimamente preso in considerazione. Esse sono all'insegna del irascibilità, dell'autoritarismo, dell'umiliazione dell'altro e anche della violenza verbale. Esempi di stile aggressivo li ritroviamo in molti dirigenti che adottano un approccio autoritario nei confronti dei loro collaboratori e non si rendono conto del clima di terrore che instaurano e del basso rendimento del lavoro che da questo deriva.

Lo stile manipolatorio: la maschera

Questo terzo stile comunicativo deriva da una bassa considerazione sia di se stessi che degli interlocutori. È una modalità indiretta di gestire l'aggressività utilizzando gli altri per i propri fini. Chi è manipolatorio non mostra un'aggressività palese, ma comunque riporta tutto ai propri interessi, diventando così autoritari in modo mascherato. Questa strategia comunicativa è simile al comportamento delle murene, che spendono la maggior parte nel tempo a studiare i comportamenti degli altri per far contromosse per loro vantaggiose.

Lo stile assertivo: l'efficacia

Questo tipo di atteggiamento deriva da un'alta considerazione di sé stessi e degli altri. È caratterizzato dal saper ascoltare gli altri e da un buon livello di franchezza. Lo stile assertivo non conosce ipocrisie ma solo la voglia ed il coraggio di dichiarare ciò che si pensa, ci si aspetta e si spera. È lo stile tipico dei delfini che hanno un'ottima capacità di stare in gruppo. 

Naturalmente nessuno di questi quattro modelli è rappresentativo di una realtà ben più complessa. Ognuno assume uno stile comunicativo a seconda dei contesti e delle circostanze ma, nella maggior parte dei casi, lo stile assertivo è il più soddisfacente e permette dire stare in ottimi rapporti con tutti. Ascoltando l'interlocutore ci si può fare un'idea giusta dello stile comunicativo che egli adotta e quindi accordare la nostra capacità di comprendere il suo punto di vista e la sua posizione anche se è molto lontana dalla nostra.

In tal modo possiamo trovare forme di adattamento e di soluzioni al fine di migliorare i rapporti con gli altri. 

Dott.ssa Antonella Buonerba
Psicologa, Psicoterapeuta, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane - Salerno (SA)


Dott.ssa Antonella Buonerba Psicologa, Psicoterapeuta, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane
Salerno (SA)

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Iscritta all’Ordine degli psicologi della Campania n. 2635/A dal 25 maggio 2006
Laurea in Psicologia (indirizzo Psicologia clinica e di comunità)

 

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