Psicologa, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane | Salerno (SA)

La coppia

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La coppia

“Però volersi bene no, partecipare
È difficile quasi come volare.
Per diventare noi, veramente noi
Uniti, indivisibili, vicini ma irraggiungibili”
(Lucio Battisti 1984)

Che cos'è una coppia?

La coppia è un’istituzione costituita da due persone che, dal momento del loro incontro, vivono un legame di appartenenza che li rende parti di un microsistema. La coppia è tale se è inserita nella dimensione" tempo", ma è anche necessario che essa si fondi su un elemento mitico, irrazionale, cominciato prima dell'incontro che le dia il carattere dell’atemporalità necessaria per mantenere l'identità della coppia e la possibilità di distinguersi dal resto del mondo. L'elemento magico è il segno del destino, una coincidenza particolare o una comunanza di qualcosa che consente alla coppia un'unione duratura nel tempo.

Su quali regole implicite ed esplicite si regge una coppia?

IL QUID PRO QUO (espressione relativa alla natura legale del contratto) definisce come all'interno della coppia i due partner sono in relazione tra di loro e cioè che tipo di regole si danno per affrontare il loro vivere quotidiano. Quanto più le regole vengono costruite e cambiate in virtu' delle sopraggiunte necessità del ciclo vitale, tanto più si ha la buona riuscita della coppia.

Se i ruoli e le regole della relazione sono conformi a modelli culturali rigidi determinati per esempio dall'appartenenza biologica al proprio genere sessuale, come poteva essere nel passato, o al contrario si uniformano troppo a nuovi paradigmi di che vedono la donna molto impegnata nei suoi obiettivi di carriera, un evento qualsiasi può spezzare gli equilibri all'interno della coppia e così diventa difficile ristabilire ruoli e compiti.

È necessario perciò esaminare e negoziare le regole che guidano il modello di organizzazione e di comunicazione della coppia qualora essi si mostrino inadeguati al funzionamento della stessa o a uno dei partner.

Quali sono le coppie disfunzionali?

Nelle coppie disfunzionali si assiste spesso ad uno sbilanciamento di compiti e funzioni il più delle volte a carico della donna che può accusare vari sintomi come fatica, insoddisfazione, calo del desiderio sessuale, depressione.

Queste sono le coppie più facili da trattare in quanto pochi colloqui riconducono la coppia ad uno stato di simmetria, ripristinando o costruendo un nuovo equilibrio basato su un potere dei coniugi equamente distribuito nella convinzione che i rispettivi contributi hanno valore per la crescita della famiglia.

Quando nel corso del ciclo vitale si verifica un evento critico, come ad esempio il matrimonio o la nascita di un figlio, o anche eventi non prevedibili come la perdita del lavoro o un grave lutto, assistiamo ad una crisi all’ interno della coppia che deve mettere in atto nuove modalità di funzionamento.

Le coppie più invischiate, caratterizzate da una carente individuazione, da confini confusi, tendono a sovrapporsi in modo indistinto. Pertanto i coniugi non sono in grado di rispettare la consegna del compito per un esasperato bisogno di controllo reciproco dove non sono valorizzate le diversità che sono percepite come troppo minacciose.

Nell’ innamoramento c’è una prima fase di idealizzazione in cui aumenta l’investimento libidico sulla relazione a cui segue la disillusione con un parziale ritiro delle proiezioni sull’ altro per arrivare alla scoperta delle reali caratteristiche del partner. Questa possibilità di oscillazione manca nelle coppie dove c’è un alto grado di reciproca fusione in cui è evidente il meccanismo della proiezione di parti di sé ed evitando il contatto con l’altro, si sfugge alla possibilità di differenziarsi. Gli spazi e le funzioni della coppia tendono ad essere ripetitivi e irrigiditi, la relazione asimmetrica con un partner che esercita il potere e l’ altro che lo subisce. Il dominio sostituisce la libertà di scambio spontaneo, e, non c’è conoscenza in quanto l’esperienza non è trasformativa perché da essa non si può apprendere. Alcune coppie utilizzano, come contenitori delle proprie dinamiche angoscianti, i figli che così si identificano in modelli relazionali incentrati sul controllo, possesso e fusione.

Quale terapia?

Innanzi tutto occorre fare una riflessione su ciò che è normale e ciò che è patologico. Il funzionamento di una coppia è in rapporto a modelli comportamentali di riferimento che sono caratteristici di quella specifica coppia.

Il terapeuta si muove quindi su vari livelli in quanto rende esplicite le regole di funzionamento ed aiuta i partner a costruire nuovi paradigmi relazionali e comportamentali in virtu’ degli eventi critici del ciclo vitale.

Quando i partner sono troppo invischiati e le relazioni fortemente compromesse si ricorre all’utilizzo alla famiglia di origine come risorsa terapeutica in quanto le forze trigenerazionali esercitano un’influenza critica sulle relazioni di coppia. I problemi attuali rappresentano il tentativo di correggere, controllare, negare o difendersi da modelli relazionali appartenenti alla famiglia di origine.

Allora è necessario, anche in un setting di terapia individuale, interrogarsi sugli eventi importanti della storia familiare, su come erano le relazioni all’interno della famiglia, intorno a quali misteri e segreti le persone avevano fantasticato e quali temi sono rimasti insoluti. Ripercorrere le strade che portano dalle relazioni attuali a quelle originarie e far emergere i naturali legami di dipendenza emotiva (che devono essere accettati in quanto appartengono ad ogni individuo) laddove c’era una forte difficoltà comunicativa, significa identificare i nodi emotivi da sciogliere e i fili reali o immaginari da separare: un modo molto interessante di risoluzione dei conflitti e di riavvicinamento tra i coniugi.

La coppia armonica

Nella coppia normale c’è la compresenza della capacità psichica di vivere la fusione con l’altro e della capacità opposta di potersi differenziare. L’ alternanza di questi movimenti nello spazio e nel tempo, a seconda dei bisogni, ma soprattutto la loro non necessità e non obbligatorietà esprimono un funzionamento armonico della coppia che così sperimenta molteplici livelli di complicità, da quelli più intimi a quelli attinenti ai diversi piani della realtà sociale e quotidiana.

La possibilità che la coppia si dà di scambiare i vari livelli consente la crescita dei partner stessi e dei figli.

In questo tipo di relazione gli individui hanno la capacità di superare i limiti del sé e donarsi all’altro perché i propri confini sono saldi e ben definiti. Si realizza inoltre una continuità con i modelli relazionali dei propri genitori mediante un confronto costruttivo con la generazione precedente. L’ apprendimento consente l’evoluzione della coppia verso modelli di funzionamento e di relazione originali.

Riuscire a trovare dei compromessi e delle vie d’uscita, di volta in volta, richiede un atto di creatività nella costruzione di diverse realtà utili alla coppia. Ciò può comportare qualche rischio, ma rende sicuramente vivo e dinamico il rapporto a due.

Dott.ssa Antonella Buonerba
Psicologa, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane - Salerno (SA)


Dott.ssa Antonella Buonerba Psicologa, Prof.ssa di Filosofia e Scienze Umane
Salerno (SA)

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Iscritta all’Ordine degli psicologi della Campania n. 2635/A dal 25 maggio 2006
Laurea in Psicologia (indirizzo Psicologia clinica e di comunità)

 

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